“Funne, le ragazze che sognavano il mare”: quelle irresistibili “ragazze” di Daone

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Presentato in anteprima alla festa del cinema di Roma 2016 nella sezione Kino Panorama Italia di Alice nella città, FUNNE-LE RAGAZZE CHE SOGNAVANO IL MARE, terzo lungometraggio della regista trentina Katia Bernardi, è una bella e piacevole sorpresa. Narra di un gruppo di divertenti signorine attempate che in occasione del ventennale del loro circolo ricreativo in un minuscolo paesino del Trentino, Daone, decidono di realizzare un loro sogno a lungo sopito: vedere il mare. È già, perché la maggior parte di loro il mare non lo ha mai visto, se non in televisione. Ma come fare a rendere concreto il loro desiderio? È necessaria una raccolta fondi: si parte quindi con la tradizionale (ma poco efficace) preparazione di torte, si prosegue con un colorato (ma altrettanto poco riuscito) calendario in cui ogni Funna è immortalata nell’attività che più vorrebbe fare, infine, con l’aiuto del mezzo telematico (Internet, Facebook, crowdfunding) tanto lontano dalla loro realtà ma tanto utile per pubblicizzare il loro sogno, riescono finalmente ad attirare l’attenzione di Radio Vaticana e delle più importanti testate giornalistiche. Una bella favola insomma, con tanto di lieto fine tra le acque limpide di un’isola della Croazia e una processione in barca  dedicata alla stessa Madonna celebrata a Daone, a cui le Funne prendono parte con grande emozione. Ma anche un documentario inedito, spigliato e divertente, pieno di amore per le sue simpatiche protagoniste, e attento a rappresentare le dinamiche di gruppo che si instaurano tra queste donne non più in fiore ma piene di voglia di vivere. Fanno da sfondo le suggestive montagne del Trentino, la piccola piazza di Daone in cui si svolgono i principali ‘eventi’ cittadini, le graziose casette in cui le adorabili Funne da sempre trascorrono la loro vita. Inoltre molto riuscita è la scelta di far narrare la vicenda a un cantastorie quasi disneyano, che tra un capitolo e l’altro segue le Funne, che metaforicamente diventano delle anguille perdutasi fra i monti risalendo i corsi d’acqua, nel loro ‘ritorno alla casa marina’. Si susseguono inoltre, nel corso di questo gradevole viaggio, le delicate vicende personali delle donne (le poche di loro che si son spostate da Daone hanno fatto le badanti a ricchi signori romani o milanesi), i loro sogni infranti ma pronti a rinascere, le loro rinunce e i loro ripensamenti, le loro paure legate all’età… Un film da consigliare a tutti, pieno di speranza e di gioia, che trasmette buonumore dal inizio alla fine, che coinvolge e intenerisce e che suscita tanta ammirazione per queste donne del passato rivolte con tanta forza dall’inizio alla fine.
Roberto Puntato
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