‘Power Rangers’: un blockbuster riuscito fra spettacolarità e introspezione

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Pianeta Terra, 65 milioni di anni. Cinque rangers sotto il comando di Zordon, vengono sconfitti da Rita Repulsa, un’ex guerriera che tradisce i suoi compagni per sete di potere. In punto di morte, Zordon riesce a nascondere cinque monete colorate che conferiscono i poteri e l’armatura ranger: esse si riveleranno in futuro solo a chi le meriterà. Ai giorni nostri, nell’immaginaria Angel Grove, cinque problematici teenager, Jason, Kimberly, Billy, Trini e Zack, di sesso ed etnia diversi, troveranno le monete e riformeranno l’esercito di Zordon, per fermare la rediviva Rita e salvare la Terra dal Male. Tornano i supereroi adolescenti della serie cult anni ’90 prodotta da Haim Saban, in un film che resta fedele al target di riferimento, ma approfondisce alcuni aspetti più intimi dei cinque protagonisti. Riesce infatti a non deludere i fan più nostalgici e nemmeno i nuovi appassionati questo ‘Power Rangers’ di Dean Istaelite, conscio di avere fra le mani una materia bollente, ovvero un fenomeno multigenerazionale di enorme successo. Si sceglie così di rispettare il plot e lo spirito della serie televisiva, così come le caratteristiche dei cinque personaggi principali, nonostante qualche non irrilevante variante etnica. Laddove, poi, la serie originale era comica e scanzonata, questo ‘Power Rangers’ è un film cupo e per buona parte notturno, che accontenterà, però, sia gli amanti dell’action, attraverso una macchina da presa mobilissima che intaglia scene velocissime e concitate accompagnate da una colonna sonora accattivante, sia chi è in cerca di metafore anche in un lavoro di puro intrattenimento. ‘Power Rangers’, infatti, più che ai bambini, è un film indirizzato agli adolescenti, che non faticheranno a riconoscersi in uno dei protagonisti, i quali vivono dinamiche e problemi propri di un’età complessa e delicata (conflitti con i genitori, bullismo scolastico, autismo, solitudine, scoperta della sessualità). Approfondendo infatti le psicologie dei personaggi, la sceneggiatura disegna un film sul riscatto degli emarginati, un inno all’amicizia e alla solidarietà, alla diversità e alla sincerità. Ad impersonare i cinque protagonisti, c’è un gruppo di giovani star emergenti del cinema e della musica che appare spigliato e a suo agio. La prima parte è sicuramente la più riuscita del film, perché segue i cinque ragazzi nella conoscenza di se stessi e dei nuovi compagni, nel superamento dei propri limiti, delle proprie paure e della propria emarginazione, perché, si sa, l’unione fa la forza. Vedremo infatti i cinque attori nelle loro uniformi di guerrieri solo nell’ultima mezz’ora del film, forse la meno interessante, ma sicuramente quella che più piacerà agli appassionati di battaglie giocattolose. Niente male anche la cattiva di turno, la Rita Repulsa di Elizabeth Banks, che ci regala scene divertenti come quella nella gioielleria a caccia di oro o più inquietanti come quella in camera di Trini. In sintesi, ‘Power Rangers’ ci ha convinti: un blockbuster riuscito sia dal punto di vista spettacolare che da quello più introspettivo, che sicuramente si distingue dalla media dei sempre crescenti prodotti simili, più banali e spesso senza un briciolo di originalità.

Roberto Puntato

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