‘The circle’: la privacy è finita

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È inquietante, anzi terrorizzante il quadro sociale messo in scena da ‘The circle’ di James Ponsoldt, basato sul bestseller omonimo di Dave Eggers, che ha partecipato col regista alla sceneggiatura. Una società che si poggia sul principio che, poiché la conoscenza è un diritto umano, tutti devono conoscere le esperienze umane altrui; una società in cui l’essere osservati rende migliori perché i segreti sono bugie e la privacy è un crimine, anziché un diritto. La giovane Mae, interpretata da Emma Watson, viene assunta per lavorare alla prestigiosa azienda di tecnologia e social media, The Circle, fondata dall’ambiguo Eamon Bailey (Tom Hanks), che la incoraggia a rinunciare alla propria privacy e a vivere la vita in un regime di trasparenza assoluta, condividendo con gli spettatori 24 ore al giorno ogni azione ed attività. The Circle rappresenta un ibrido di tutte le maggiori società tecnologiche oggi conosciute e il suo obiettivo è quello di creare una grande community dove viga la trasparenza assoluta, rendendo tutto accessibile a tutti. Ma qual è il prezzo che si è disposti a pagare per ottenere la conoscenza? Si è disposti a rinunciare alla possibilità di scegliere cosa condividere col mondo e cosa no? O di custodire privatamente delle esperienze di vita che non vogliamo rendere pubbliche e che spesso non riguardano solo noi, ma anche chi ci sta accanto? Sono tanti gli importanti e brucianti interrogativi che ci pone ‘The circle’, un thriller fantascientifico, ma non troppo, che anzi riflette e analizza degli scenari futuri che potrebbero rivelarsi preveggenti e preoccupanti. Evidenti sono gli echi orwelliani della vicenda, mentre i cinefili non possono non ripescare nella memoria capolavori come ‘Quinto potere’ o ‘The Truman Show’. Il film ha un ritmo teso e avvincente, grazie ad una trama che tiene sempre desta l’attenzione e ad una regia che costruisce ogni scena abilmente, facendo emergere le motivazioni che spingono le controverse azioni dei personaggi. Emma Watson si conferma attrice notevole e il ruolo le calza a pennello; Tom Hanks, pur comparendo in scena molto meno del solito, è perfetto nel tratteggiare un personaggio inquietante, ambiguo e dolcemente manipolatore. Un po’ affrettato il finale, probabilmente in seguito alla necessità di far rientrare il film nelle due ore di durata e di dover rinunciare a buona parte del numeroso materiale cartaceo di partenza. In sintesi, ‘The Circle’ è un prodotto riuscito e godibile, che fa riflettere, ma anche intrattiene, con una buona dose di suspense e ironia. Un film che prospetta una realtà che ci auguriamo di vivere il più tardi possibile. E questo è un motivo in più per andarlo a vedere.

Roberto Puntato

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