The War – Il pianeta delle scimmie: un notevole capitolo conclusivo

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La guerra tra esseri umani e scimmie è ormai giunta all’apice. Quando il comandante degli umani, noto come il Colonnello (Woody Harrelson), uccide i membri del branco di Cesare (Andy Serkis), quest’ultimo è pronto a vendicarsi.

La bella trilogia iniziata con L’alba del pianeta delle scimmie (2011) e proseguita con Apes Revolution (2014) giunge al termine con questo altrettanto notevole The War – Il pianeta delle scimmie. Il regista Matt Reeves, anche sceneggiatore con Mark Bomback, mette in scena un film di intrattenimento avventuroso al contempo epico, libero e personalissimo, che utilizza al meglio sia la grandezza della macchina produttiva hollywoodiana, che una spiccata e suggestiva autorialità.

Permeando il suo lavoro di un’atmosfera cupa e cruenta, Reeves ci mostra uomini regrediti allo stato primordiale, che hanno perso la parola e la ragione, in contrapposizione a scimmie evolute e intelligenti che rappresentano l’unica possibilità di speranza e di salvezza in un mondo di dolore e tragedie.

E se Cesare sogna per il suo popolo la pace e la ricostruzione, il Colonnello è convinto che la sola strada possibile per il miglioramento umano sia lo sterminio dei ‘diversi’. Eppure della guerra del titolo se ne vede ben poca e il conflitto fra le due categorie si svolge quasi interamente nell’animo e nella testa di ognuna, nel contendersi la tristezza e la desolazione del vuoto e della barbarie.

The War – Il Pianeta delle Scimmie ci catapulta, così, in una realtà soffocante, claustrofobica, oppressiva, cieca, in cui tutti pagano a caro prezzo le loro scelte. E anche Cesare, ferito e attanagliato dai conflitti interiori, arriverà a cambiare profondamente la sua natura, scoprendosi perfino l’opposto di quel che ha sempre creduto di essere.

Riuscitissima e quasi stupefacente la prima parte: evocativa, aperta, ondivaga, sempre attenta a sfuggire le soluzioni visive e narrative più scontate. La seconda, invece, ricchissima e vorticosa, condensa una molteplicità infinita di temi ed emozioni e si conclude con un epilogo che non mancherà di soddisfare i fan della saga.

Nulla è lesinato dal punto di vista dell’impatto estetico ma c’è, cosa più unica che rara in un blockbuster, un equilibrio miracoloso tra lo spettacolo per gli occhi e il calore del cuore.

Il racconto è semplice e lineare, ma puntuale ad ogni livello e ad ogni lettura e si apre a messaggi universali e condivisibili, ricordando come i peggiori conflitti nascano da motivi futili ed egoistici ed esortando ad una solidarietà difficile, ma indispensabile per risolvere i mali del mondo.

Moltissimi i riferimenti biblici e cristologici, ma anche le citazioni filmiche, da Apocalypse Now ai western anni ’50; inoltre, come la bambina dal cappotto rosso di Schindler’s List, anche la piccola Nova di The War – Il Pianeta delle Scimmie si aggira candida e quasi invulnerabile fra l’orrore e la morte, simbolo di luce e speranza.

Straordinaria la CG: le scimmie sembrano del tutto umane e realistiche e pare quasi inverosimile di vedere dei modelli virtuali.

Roberto Puntato

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