Black Butterfly: thriller psicologico dalle molte sorprese

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Paul è uno scrittore in crisi creativa che vive in una casa desolata fra i monti, spesso e volentieri attaccato a una bottiglia. Un giorno fa la conoscenza di un giovane vagabondo ed ex galeotto, Jack, che si insinua gradualmente nella sua vita, offrendosi di aiutarlo a ritrovare il suo estro creativo. Eppure ciò che pare casuale, forse non lo è.

Adattamento del film francese per la TV Papillon noir, Black Butterfly è un thriller psicologico che si svolge nel cuore della natura e che mette a confronto due personalità cariche di ambiguità, ciascuna determinata a scrivere la fine della storia dell’altra.
Il regista Brian Goodman confina l’azione di Black Butterfly quasi interamente tra le mura di una baita di montagna, ma riesce a coinvolgere per buona parte del film, grazie alla capacità di dosare efficacemente tensione ed emozioni.

Confondendo di continuo finzione e realtà e utilizzando l’escamotage, pur se non nuovissimo, della storia nella storia, il film inizia in un modo e si trasforma gradatamente in qualcos’altro, riuscendo nel non facile intento di spiazzare lo spettatore. Se, infatti, nella prima parte sembra di assistere a un thriller fiacco e convenzionale, che semina dubbi in realtà facilmente districabili, nella seconda veniamo travolti da un ribaltamento dei ruoli che è più sorprendente di quello che ci si aspettava. Se può non convincere l’ultimo deludente colpo di scena, ciò che affascina è l’efficace e plausibile prefinale che giustifica i volutamente pacati e non particolarmente originali primi tre quarti d’ora della pellicola. Antonio Banderas e soprattutto Jonathan Rhys Meyers sono piuttosto convincenti nei loro ruoli, anche se certamente non memorabili; una chicca gustosa è, però, la presenza del regista cult Abel Ferrara, che appare brevemente nel ruolo di un ruvido commerciante di alimentari.

In sintesi, Black Butterfly è intrattenimento puro, senza pretese autoriali, nonostante gli evidenti omaggi a Spielberg, Kubrick e Reiner, che però riesce, a suo modo, a distinguersi dalla massa indistinta di prodotti similari.

Alberto Leali

 

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