Presentato il variegato programma della 14ma edizione delle Giornate degli autori

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Ed anche il programma della quattordicesima edizione delle Giornate degli Autori, sezione autonoma all’interno della Mostra del Cinema di Venezia, è stato presentato a Roma, alla presenza del Delegato Generale Giorgio Gosetti, del Presidente del Consiglio direttivo Roberto Barzanti e del Vice-Direttore Sylvain Auzou.

Quella di quest’anno è un’edizione all’insegna dell’originalità e della diversità, che è tesa alla ricerca di voci autoriali fuori dal coro e che si prospetta vivissima e qualitativamente alta.

Spicca sicuramente una presenza importante del cinema italiano nella selezione ufficiale con ben 3 film, ovvero lavori di Vincenzo Marra, Matteo Botrugno e Daniele Coluccini e Valentina Pedicini.

Ma anche alcuni autorevoli ritorni come il cinese Pengfei ed il marocchino Faouzi Bensaïdi; mentre molto attesi sono anche il canadese Kim Nguyen, l’iraniana Shirin Neshat e il tailandese Pen-ek Ratanaruang.

Ecco, di seguito, l’elenco completo:

CONCORSO:
Candelaria, di Jhonny Hendrix Hinestroza (Colombia, Germany, Norway, Argentina)
Il contagio, di Matteo Botrugno, Daniele Coluccini (Italy)
Dove cadono le ombre, di Valentina Pedicini (Italy)
L’equilibrio, di Vincenzo Marra (Italy)
Eye on Juliet, di Kim Nguyen (Canada)
Longing, di Savi Gabizon (Israel)
Life Guidance, di Ruth Mader (Austria)
Looking For Oum Kulthum, di Shirin Neshat (Germany, Austria, Italy)
M, di Sara Forestier (France)
Samui Song, di Pen-ek Ratanaruang (Thailand, Germany, Norway)
The Taste of Rice Flower, di Pengfei (China)
Volubilis, di Faouzi Bensaidi (Morocco, France).

Sarà l’attrice e regista iraniana Samira Makhmalbaf la presidente della giuria delle Giornate degli Autori 2017, composta da 28 giovani spettatori di altrettanti paesi europei (quest’anno 15 ragazzi e 13 ragazze). Il progetto 28 Times Cinema, giunto alla ottava edizione, è promosso dalle Giornate degli autori con il sostegno del Premio Lux del Parlamento Europeo e di Europa Cinemas, e con la collaborazione di Cineuropa. Il Premio di €20.000 verrà diviso tra il/la regista e il distributore internazionale del film vincitore per aiutarne l’uscita cinematografica.

Completano il quadro alcuni grandi eventi speciali, come il prezioso documentario ritrovato di Ermanno Olmi che, grazie al lavoro dei ricercatori di Istituto Luce, ci racconta la Milano degli anni Sessanta e la stagione pionieristica della psicanalisi; e ancora, il biopic americano Agnelli di Nick Hooker, su una delle grandi figure internazionali del dopoguerra; e lo sconvolgente Il risoluto di Giovanni Donfrancesco che fa riemergere la dolorosa e poco conosciuta vicenda dei “bambini soldati” alla fine del fascismo.

Di seguito l’elenco:

EVENTI SPECIALI:
Agnelli, di Nick Hooker (U.S.)
Getting Naked: A Burlesque Story, di James Lester (U.S.)
La Legge del numero uno, di Alessandro D’Alatri (Italy)
Il risoluto, di Giovanni Donfrancesco (Italy, France)
Thirst Street, di Nathan Silver (U.S.)
Il tentato suicidio nell’adolescenza, di Ermanno Olmi (Italy)

Le PROIEZIONI SPECIALI comprendono invece tre inediti lavori di tre importanti protagonisti del nostro cinema: I’M (endless like the space), di Anne-Riitta Ciccone (Italy); The Millionairs, di Claudio Santamaria (Italy) e Raccontare Venezia, di Wilma Labate (Italy, France).

Due invece i corti dedicati al mondo femminile del WOMEN’S TALES PROJECT di Miuccia Prada: Carmen, di Chloe Sevigny (Italy, U.S.) e #14 (The [End of History Illusion], di Celia Rowlson-Hall (Italy, U.S.).

Sono stati annunciati, infine, dal Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, i tre film in competizione per il Premio Lux 2017; il film vincitore, votato dai membri del Parlamento Europeo, sarà sottotitolato nelle 24 lingue ufficiali dell’Ue e sostenuto nella promozione durante le uscite internazionali.

I film in questione sono:

120 battements par minute, di Robin Campillo (France);

Sámi blood, di Amanda Kernell (Sweden, Norway, Denmark)

Western, di Valeska Grisebach (Germany, Bulgaria, Austria).

32esima edizione della Settimana Internazionale della Critica: tante donne, molto coraggio e poca nostalgia

Una Settimana Internazionale della Critica all’insegna del coraggio, della provocazione e dell’innovazione quella che quest’anno propone il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI) nell’ambito della 74. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia (30 agosto – 9 settembre 2017).

Sette opere prime in concorso e due eventi speciali, tutti presentati in anteprima mondiale e derivanti dalla accuratissima selezione da parte del Delegato Generale della SIC Giona A. Nazzaro con i membri della commissione Luigi Abiusi, Alberto Anile, Beatrice Fiorentino e Massimo Tria.

Ogni film ha una propria dirompente identità – afferma Nazzaro – la voglia di rompere le convenzioni senza paura di osare, lanciando provocazioni mai fini a se stesse e optando per scelte non pianificate e inscatolate“.

La Settimana Internazionale della Critica ha affidato l’immagine della sua trentaduesima edizione al genio creativo del fumettista Carmine Di Giandomenico e alla sua visione in chiave cyber-fantasy. Una scelta inedita e innovativa per una sezione che racconta il cinema del presente e con esso il futuro, grazie ad una selezione di sole opere prime. Nell’immagine creata da Di Giandomenico – tra i pochi artisti ad aver collaborato con due tra le più celebri e attive case editrici di fumetti al mondo, Marvel Comics e DC Comics – la musa del Cinema plana sull’orizzonte lagunare riflettendosi nell’acqua, memore del passato ma proiettata nel futuro. Il Delegato Generale della SIC, Giona A. Nazzaro, ha spiegato: “Abbiamo voluto affidare a Carmine l’immagine di questa edizione proprio per la sua capacità di andare incontro al futuro conservando nel suo tratto e nel suo sguardo il sapere artigianale del racconto per immagini. Una strategia che avvertiamo come vicina alla nostra sensibilità e che ci permette di interrogare il presente e affrontare le sfide cinematografiche di domani, guardando con fiducia alle nuove tecnologie e ai nuovi linguaggi. Perché il futuro non va temuto, ma accolto“.

Ma veniamo ai film in CONCORSO:

Il film di apertura sarà l’inglese PIN CUSHION della regista Deborah Haywood, un racconto gotico al femminile ambientato nella periferia della classe operaia inglese, che unisce le angosce sensuali di Angela Carter e il sentimento di riscatto di Ken Loach.

Due, invece, le pellicole italiane: IL CRATERE di Luca Bellino e Silvia Luzi, una relazione padre-figlia strappata al quotidiano dell’hinterland partenopeo in un inedito mix fra Bellissima e la reinvenzione del musicherello neomelodico; e il film di chiusura VELENO di Diego Olivares, melodramma che annoda la tradizione del cinema civile italiano con quella della classica sceneggiata napoletana, con una appassionata Luisa Ranieri.

Dalla Germania arriva, invece, DRIFT, ancora di una regista donna, la giovane Helena Wittmann, opera visionaria e sperimentale, tesa fra arte contemporanea e cinema del reale e sicuramente destinata a dividere; dalla Francia, poi, il film “scandalo” di questa edizione, LES GARÇONS SAUVAGES di Bertrand Mandico, un febbricitante sogno erotico dove i capitani coraggiosi di Kipling s’innamorano dei marinai di Genet, dove Kenneth Anger seduce Mario Bava e Jean Cocteau sogna Edgar G. Ulmer.

Una Turchia priva degli stilemi dei film di denuncia è, invece, quella di KÖRFEZ di Emre Yeksan, parabola politica lieve e ironica che va oltre la lezione di Nuri Bilge Ceylan; mentre dalla Svizzera arriva SARAH JOUE UN LOUP GAROU della regista (ancora una donna) Katharina Wyss, che intreccia il teatro shakespeariano al mito della wagneriana morte per amore, in un approccio registico alla Nouvelle Vague.

Per concludere, il danese TEAM HURRICANE della regista Annika Berg (dalla produttrice Palma d’Oro a Cannes 2017 per The square), film di rumori, furori, grida e passioni giovanili, contaminatissimo e antinostalgico; e l’argentino TEMPORADA DE CAZA di Natalia Garagiola, storia di padri e figli in lotta, energica e sicura nel rapportarsi all’universo maschile, affermando però con forza la propria femminilità.

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Torna inoltre per il secondo anno SIC@SIC (Short Italian Cinema @ Settimana Internazionale della Critica), una selezione di sette cortometraggi di autori italiani non ancora approdati al lungometraggio e due eventi speciali, presentati in prima mondiale. Dopo l’anteprima a Venezia, i cortometraggi presentati a SIC@SIC verranno promossi a livello internazionale dal dipartimento Promozione internazionale cinema contemporaneo di Istituto Luce Cinecittà attraverso una serie di iniziative e festival, come la Mostra de Cinema Italià de Barcelona (sezione Concorso Cortometraggi), in programma a dicembre 2017 in Spagna. Inoltre, i corti saranno messi a disposizione dei professionisti di settore attraverso le piattaforme online Festival Scope Pro e Italian Short Film Video Library – strumento di promozione del cortometraggio italiano curato dal Centro Nazionale del Cortometraggio – e a fine novembre 2017, parteciperanno al TSFM – Torino Short Film Market, organizzato dal Centro Nazionale del Cortometraggio.

I titoli di quest’anno sono:

Adavede di Alain Parroni
Due di Riccardo Giacconi
Les fantômes de la veille di Manuel Billi
Il legionario di Hleb Papou
MalaMènti di Francesco Di Leva
Piccole italiane di Letizia Lamartire
Le visite di Elio Di Pace

Evento speciale – Cortometraggio d’apertura
Nausicaa – L’altra Odissea di Bepi Vigna
Evento speciale – Cortometraggio di chiusura
L’ultimo miracolo di Enrico Pau

Il Ventotene Film Festival 2017 tra Buy, Castellitto, Trinca e Mungiu

Aprirà il 24 luglio prossimo (sino al 2 agosto) il Ventotene Film Festival (VFF) ideato e diretto da Loredana Commonara, che da ventitre anni porta la magia del grande schermo sulla piccola e suggestiva isola pontina, dove un cinema non c’è mai stato. Nel corso di dieci giorni il festival ospiterà incontri, presentazioni di libri, premiazioni e le proiezioni di alcune tra le pellicole più interessanti degli ultimi mesi, accompagnate da registi e interpreti. Tra i numerosi ospiti di questa edizione Margherita Buy, Sergio Castellitto e il pluripremiato regista rumeno Cristian Mungiu, ai quali verrà conferito il Premio Vento d’Europa; Jasmine Trinca che ritirerà il Premio Julia Major, assegnato anche alla senatrice Monica Cirinnà e alla deputata Sandra Zampa; e ancora Francesco Bruni (Tutto quello che vuoi), l’attore Giulio Scarpati, i registi Antonio Piazza e Fabio Grassadonia (Sicilian Ghost Stories) e lo scrittore Marco Mancassola, che incontreranno il pubblico in presentazioni e dialoghi di cinema.

Si inizierà con una preapertura affidata alla protagonista di Fiore, Daphne Scoccia, che la mattina del 24 luglio, nell’ambito del progetto “Cassino – Ventotene. In carcere prima della prima” curato da Daniela Attili, presenterà la pellicola ai detenuti della Casa Circondariale di Cassino. Inoltre, il 26 luglio sarà presente a Ventotene una delegazione di detenuti e operatori penitenziari coinvolti nel progetto.

Per il quinto anno, il festival e il Premio Vento d’Europa celebrano il ruolo fondamentale di Ventotene nella storia della nascita dell’Unione Europea. Proprio su quest’isola, infatti, gli attivisti Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni e Ursula Hirschmann, durante un periodo di confino imposto dal regime fascista, diedero vita al Manifesto di Ventotene, redatto nel 1941, e riconosciuto unanimemente come il nucleo dal quale presero le mosse il Movimento Federalista Europeo e il concetto di Europa Unita. Per questa ragione, il Premio Vento d’Europa – Wind of Europe International Award fondato sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo, è un riconoscimento ad artisti simbolo della cultura continentale, che sappiano esprimere i valori di fratellanza e fusione di culture alla base dell’Europa, e quest’anno andrà a tre autorevoli rappresentanti del cinema internazionale: Margherita Buy, sensibile e versatile interprete del cinema italiano contemporaneo che, il giorno dell’apertura, racconterà al pubblico le sue ultime esperienze sul set e le curiosità legate alla pellicola Io e Lei; Sergio Castellitto, che dialogherà con Mario Sesti la sera di sabato 29 e presenterà il suo ultimo lavoro da regista, Fortunata (premio per la Miglior Interpretazione a Jasmine Trinca all’ultimo Festival di Cannes); lo sceneggiatore, produttore e regista Cristian Mungiu, capofila della new wave rumena, che il 28 luglio introdurrà Un padre e una figlia, film che l’ha riportato a Cannes nel 2016, dove ha vinto il premio per la Miglior Regia, dopo la Palma d’Oro per 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni ottenuta nel 2007.

Il Premio Julia Major, ispirato alla leggendaria figlia dell’imperatore Augusto esiliata sull’isola di Ventotene per la sua indole ribelle e definita “prima femminista della storia”, viene assegnato a donne che si siano distinte in campo artistico e letterario. Quest’anno il premio verrà conferito alla talentuosa attrice Jasmine Trinca, che incontrerà il pubblico nella serata di chiusura introdotta da Massimo Galimberti, mercoledì 2 agosto. Il riconoscimento verrà inoltre consegnato alla senatrice Monica Cirinnà (scrittrice, prima firmataria della Legge per le unioni civili approvata nel 2016) e all’On Sandra Zampa, capogruppo Pd all’interno della commissione bicamerale per l’Infanzia (firmataria nel 2017 della legge che tutela i minori stranieri non accompagnati) che saranno protagoniste di due “Dialoghi al tramonto” dedicati rispettivamente al tema “L’amore, la legge, le unioni civili” (lunedì 24, con il poeta Antonio Veneziani con Marta Bonafoni, giornalista e Consigliere della Regione Lazio, componente della Commissione Politiche Sociali) e alla presentazione della Giuria del Concorso #Open Frontiers# (mercoledì 26, con il Presidente del CIR – Consiglio Italiano per i Rifugiati, Roberto Zaccaria e con Rita Visini assessore alle Politiche Sociali, Sport e Sicurezza della Regione Lazio. Inoltre, la sezione “Dialoghi al tramonto”, realizzata in collaborazione con il progetto IO LEGGO e curata dal professor Luigi Mantuano, ospiterà un incontro sull’Europa e sullo sviluppo della Brexit, con lo scrittore e sceneggiatore Marco Mancassola e con Silvia Costa, membro della Commissione per la cultura e l’istruzione del Parlamento Europeo, e la presentazione del romanzo “L’ora di punta” dell’autrice e sceneggiatrice Nora Venturini, accompagnata da letture dell’attore Giulio Scarpati.

Torna anche la seconda edizione del Concorso Internazionale #Open Frontiers# riservato a docufilm che riflettano su temi legati all’identità europea, a legalità, cittadinanza attiva, democrazia e integrazione razziale. La giuria presieduta da Roberto Zaccaria e composta da sei rifugiati con esperienze e interessi in ambito culturale selezionerà l’opera vincitrice tra le 5 finaliste: 23 30 A Captive Story di David Marradés (Spagna, 2015), Amerika Square di Yannis Sakaridis (Grecia, 2016), Castro di Paolo Civati (Italia, 2016), Strane Straniere di Elisa Amoruso (Italia, 2016), Out Of The Woods di Marko Kostic (Serbia, 2017). Quest’anno si inaugura anche #Open Frontiers Young#, nuova sezione dedicata ai cortometraggi girati da studenti di scuole italiane che, al fianco di minori stranieri non accompagnati, compongono la giuria presieduta dall’attrice Anna Ferruzzo.

Il Ventotene Film Festival è anche fiaba, avventura e divertimento per i più piccoli, proprio a loro è infatti dedicata la sezione “Immagini&Fantasia” che, come da tradizione, ospita una selezione di film dedicati al pubblico di bambini e ragazzi.

Il Ventotene Film Festival è realizzato grazie al contributo del MiBACT, della Regione Lazio e con il sostegno di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori.

Per il programma completo, visitate il sito ufficiale:

http://www.ventotenefilmfestival.com/

Atomica Bionda: una scatenata Charlize in un film fascinosamente cool

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Berlino, 1989, alla vigilia della caduta del Muro. L’agente segreto dell’Mi6 Lorraine Brought viene incaricata di recuperare una preziosa lista che contiene i nomi di tutte le spie d’istanza a Berlino e per la quale un collega è stato barbaramente ucciso. Per riuscire nella pericolosa impresa, dovrà allearsi con l’ufficiale governativo David Percival. Ma si accorgerà ben presto di trovarsi in un covo di vipere.

Dalla graphic novel di Antony Johnston e Sam Hart “The Coldest City”, Atomica Bionda è una spy story che sfrutta abilmente tutte le suggestioni estetiche e musicali della Berlino di fine ’80, città livida, elettrica e pullulante di intrighi. Una città in cui nessuno può fidarsi di nessuno, raccontata in quei frenetici giorni che precedono la caduta del Muro e nella sua contaminata esplosione di cultura pop, punk e glam.

Il regista David Leitch, con un passato da stunt-man e noto per essere stato il regista del primo John Wick, attinge a piene mani da tutti i cliché del genere, estremizzandoli e giungendo ad una stilizzazione che era propria anche del suo lavoro precedente.

Stavolta, però, l’elemento nuovo e sicuramente più eccitante è la presenza come eroina assoluta di una Charlize Theron glaciale e bellissima, perfetta nel ruolo di vittima e carnefice in un gioco delle parti che si perpetua per l’intera durata del film e che volutamente confonde e spiazza. Controllata e spietata, algida e passionale, Charlize merita da sola la visione del film, e sequenze come i bagni nei cubetti di ghiaccio, il sesso saffico con la collega Sofia Boutella e le sue esplosioni improvvise di violenza efferata sono già destinate a diventare dei cult. Charlize non si ferma proprio davanti a nulla, non utilizza controfigure nelle numerosissime e scatenate scene action ed è pienamente convincente in quel mix ammaliante di bellezza e impenetrabilità.

Atomica Bionda fa di tutto per essere cool e onestamente riesce spesso nel suo intento, grazie alla fotografia desaturata, alla talentuosa regia, alle mirabolanti scene d’azione (c’è perfino un omaggio a Stalker di Tarkovskij) e ad una splendida colonna sonora che comprende i brani più rappresentativi dell’epoca, da George Michael ai Cure, dai Queen ai Duran Duran, passando ancora per i Depeche Mode, i New Order e David Bowie.

La vicenda, narrata in flashback, pur mettendoci un po’ a carburare e perdendo spesso ritmo a causa soprattutto della lunga durata, affascina nel suo labirintico gioco di ribaltamenti e colpi di scena, manifestando la volontà di rendere il prodotto non solo un semplice spettacolo per gli occhi.

Insomma questa versione al femminile di James Bond è per noi felicemente promossa!

Roberto Puntato

L’eterna sfida tra il bene e il male nel nuovo romanzo di Claudia Conte “Il Vino e le Rose”

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Qual è il senso della vita? In essa prevale il bene o il male?  Siamo ineluttabilmente segnati dall’inquietudine e dal vuoto esistenziale, o possiamo essere felici?

A questi e a molti altri quesiti tenta, ambiziosamente, di dare delle risposte la giovane attrice e scrittrice Claudia Conte, classe 1992, nel suo nuovo saggio, travestito da romanzo, “Il Vino e le Rose. L’eterna sfida tra il bene e il male” (Armando Curcio Editore).

Le riflessioni dell’autrice, frutto di meditazioni, di letture di testi laici ed ecclesiali e, soprattutto, di chiacchierate con esperti di teologia, sociologi e psicologi, siintrecciano le storie di tre donne, tre amiche che, in costante ricerca del proprio equilibrio, si confrontano e crescono insieme.

Il libro verrà presentato domani, 20 luglio 2017, alle 19.30 al Cinelab dell’Isola Tiberina, all’interno della rassegna Cinema & Libri, da Savino Zaba.

Interverrà l’autrice assieme a Luca Bergamo, Vicesindaco e assessore alla Cultura del Comune di Roma. L’attore Vincenzo Bocciarelli eseguirà letture di alcuni brani del romanzo intervallate dalle performance musicali della cantante Pamela D’Amico e del sassofonista Paolo Russo. Al termine della presentazione, l’Osteria Laltroballerino, capitanata da Romolo Di Francesco, dalla moglie Marianna Alverdi e dallo chef Andrea Fusco, allieterà gli ospiti con delle proposte culinarie di degustazione della buona cucina.

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Claudia Conte

Nata a Cassino (FR) nel 1992. Consegue il diploma teatrale presso la scuola Il Teatro Dell’Appeso di Amedeo Di Sora. Nonostante la giovane età ha alle spalle tournée teatrali con la pièce “Il canto del cigno” di Cechov e recital poetici come “Dino Campana e Sibilla Aleramo”. Recentemente protagonista femminile dei recital di Vincenzo Bocciarelli “Solo l’Amore resta” e “Vita di Francesco”, dello spettacolo “Eros Italiano” di Mariano Rigillo e di “Comizio d’amore” di Marcello Veneziani. Attualmente affianca sulla scena Valerio Massimo Manfredi nello spettacolo tratto dal suo romanzo “Ulisse. Il mio nome è Nessuno”.

Appassionata di scrittura poetica, ha pubblicato la silloge “Frammenti rubati al Destino”, per l’editore Galassia Arte. Nel 2013 è fondatrice di “Nova Era”, Associazione di promozione sociale che si occupa, attraverso l’espressione artistica e in particolare l’audiovisivo, di progetti con tematica sociale, cui è particolarmente sensibile.

Nel Giugno 2014 pubblica il suo primo romanzo “Soffi Vitali. Quando il cuore ricomincia a battere”. Premiata a Villa Sarsina con Antonio Lubrano e Filippo Laporta. È l’autrice più giovane ad aver presentato un’opera al Salone Internazionale del libro di Torino. Lo scorso dicembre ha ricevuto il prestigioso Premio in Campidoglio “Oscar dei Giovani” per il suo poliedrico impegno in campo culturale, all’interno della “Giornata d’Europa”. Ha appena conseguito la Laurea Magistrale in Giurisprudenza. Frequenta costantemente workshop e seminari di recitazione con docenti qualificati tra cui il laboratorio al Centro Sperimentale di Cinematografia con Giancarlo Giannini.

http://www.claudiaconte.com

Paolo Borsellino- Adesso tocca a me: la docufiction Rai per non dimenticare

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Imperdibile appuntamento domani sera su Rai 1 con la docufiction Paolo Borsellino- Adesso tocca a me, una coproduzione Rai Fiction – Aurora TV per la regia di Francesco Miccichè, che racconta gli ultimi 57 giorni di vita del giudice Paolo Borsellino, dalle strage di Capaci a quella di Via D’Amelio. Un’occasione importante per ricordare il terribile avvenimento di 25 anni fa, che privò della vita il magistrato e cinque agenti della sua scorta: Claudio Traina, Agostino Catalano, Walter Cosina, Emanuela Loi e Vincenzo Li Muli.

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Ad interpretare il coraggioso magistrato che sacrificò se stesso per la legalità e la giustizia, c’è uno straordinario Cesare Bocci: ‘Paolo Borsellino era un uomo positivo, allegro, scherzoso. E l’immagine che forse meglio lo rappresenta è la foto che lo mostra in bicicletta senza maglietta mentre alza le dita in segno di vittoria. Perché lui la mafia l’ha vinta, col risveglio delle coscienze di tanti giovani in Sicilia e in tutta Italia’, afferma l’attore.

Il resto del cast è composto da Anna Ammirati nel ruolo di Agnese Borsellino, Ninni Bruschetta in quello del commissario Rino Germana e Giulio Corso  in quello dell’agente della scorta del magistrato, Antonio Vullo, unico sopravvissuto alla strage di Via D’Amelio.

Paolo Borsellino- Adesso tocca a me è un’operazione nuova per la Rai, perché unisce parti di fiction, che ricostruiscono la vita intima e dinamica di Borsellino, ormai consapevole della sua tragica fine, e parti documentaristiche, composte da testimonianze, filmati d’epoca, ed interviste. Fondamentale è in tal senso l’apporto di Antonio Vullo, che ricompone attraverso la sua testimonianza una storia decisamente più complessa di quella che spesso ci è stata raccontata e che ancora oggi risulta piena di lacune e punti non chiariti.

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Un film-evento per non dimenticare gli eroi della nostra recente storia nazionale e il loro enorme messaggio civile. 

Fino al 21 luglio, inoltre, tutte le reti e i canali Rai offriranno una ricca programmazione di film, approfondimenti, documentari e spazi informativi per ricordare il sacrificio di Borsellino e dei suoi angeli custodi, in linea con la sua missione di servizio pubblico.

Alberto Leali

 

 

USS Indianapolis: tra Storia e spettacolo old style

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1945, secondo conflitto mondiale agli sgoccioli. L’incrociatore USS Indianapolis, che in segreto ha trasportato una delle due bombe atomiche che porranno fine alla guerra, viene affondato, al suo ritorno, da un siluro giapponese al largo delle Filippine. I sopravvissuti, tra cui il Capitano McVay, attendono soccorsi in acqua, circondati dagli squali. Ma a causa della segretezza della missione, il governo decide di non intervenire, abbandonandoli a se stessi per 5 giorni. Toccherà a McVay fare di tutto per aiutare i membri del suo equipaggio.

USS Indianapolis di Mario Von Peebles è una miscela di war e disaster movie, che racconta, però, una vicenda drammaticamente reale e ancora misconosciuta. C’è pertanto il tentativo, non disprezzabile ma certo non nuovo, di far convivere una delle pagine più drammatiche della storia della marina  USA con il ‘classico’ spettacolo mainstream a suon d’effetti speciali. Tutto sommato, il film, pur se affatto memorabile, risulta abbastanza coinvolgente e potrebbe piacere al pubblico frequentatore delle sale estive, in cerca dell’intrattenimento senza grande impegno, nonostante la vicenda trattata sia tutt’altro che secondaria.

Il problema, però, è che USS Indianapolis sconta almeno tre pesanti paragoni: quello con Titanic di James Cameron, che viene in mente nelle numerose sequenze del naufragio; quello con il più recente Sully di Clint Eastwood, nel ritrarre un comandante il cui eroismo viene messo in discussione; e quello con il cult Lo squalo di Steven Spielberg nelle scene più concitate. Purtroppo, però, Van Peebles non è né Cameron né Eastwood né Spielberg e il suo film, lontano da qualsiasi personalità registica o stilistica, rimane anonimo e convenzionale, vecchio e stereotipato. Deboli gli effetti speciali, raffazzonati e banali i dialoghi, poco approfonditi i personaggi, compreso quello, fondamentale, del protagonista Nicolas Cage, che, con il volto fisso e impassibile, non aiuta certo a rendere convincente il suo McVay, capro espiatorio della negligenza altrui.

Alberto Leali