KRIMI: libri, birra e cinema al Nuovo Sacher dal 23 al 25 giugno

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Libri, birra e colpi di pistola. È KRIMI, il primo Festival italiano dedicato al Giallo Tedesco contemporaneo che si terrà a Roma dal 23 al 25 giugno, al Cinema Nuovo Sacher di Nanni Moretti. Serata conclusiva martedì 26 giugno a Massenzio nell’ambito di Letterature Festival Internazionale di Roma.
Ci saranno l’estate, un cinema che è un’icona, un’arena all’aperto. Protagonista sarà lei, la letteratura – esclusivamente “gialla” ed esclusivamente tedesca – servita con birra artigianale ghiacciata e proposte gastronomiche di Campagna Amica.
Il Festival è ideato e organizzato dalla casa editrice Emons con il patrocinio del Comune di ROMA Assessorato alla Crescita culturale; con il sostegno dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania e dell’Istituto Storico Germanico di Roma; in collaborazione con Letterature Festival Internazionale di Roma, il Forum Austriaco di cultura di Roma, l’Istituto Italiano di Studi Germanici, il Goethe-Institut Rom e le case editrici Edizioni E/O, Corbaccio, Longanesi. Media partner RadioLibri, Radio Città Futura, Romeing e Roma Today.
Dai gialli al cinema, il programma si snoda tra conversazioni e incontri tra scrittori italiani e tedeschi, critici e giornalisti, proiezioni, reading con i migliori attori italiani.
Giocano in casa Giancarlo De Cataldo e Maurizio de Giovanni. Dalla Germania i tedeschi Friedrich Ani (Emons), Wulf Dorn (Corbaccio), Harald Gilbers (Emons), Andreas Gruber (Longanesi), Veit Heinichen (e/o), Volker Klüpfel e Michael Kobr (Emons), Andreas Pflüger (Emons), Melanie Raabe (Corbaccio).
Festa grande nella serata inaugurale di venerdì 23 giugno, con la proiezione de L’amico americano di Wim Wenders (con sottotitoli in italiano), a 40 anni dalla sua prima uscita nelle sale.

Film in programma:
Tutte le proiezioni saranno in versione originale con sottotitoli
▪ L’amico americano di Wim Wenders (1977) tratto dall’omonimo romanzo giallo di Patricia Highsmith (durata: 123 min).
▪ Süden und der Luftgitarrist (Süden e il chitarrista immaginario) di Dominik Graf (2008). Film-tv. Sceneggiatura: Friedrich Ani (durata: 90 min.)
▪ Milchgeld (Spiccioli per il latte) di Rainer Kaufmann (2012). Film-tv tratto dal libro omonimo di Volker Klüpfel e Michael Kobr (durata: 100 minuti).

Ospiti tedeschi:

Friedrich Ani pluripremiato giallista tedesco, vincitore per sette volte dell´autorevole Deutscher Krimi Preis, è anche autore di numerosi romanzi, libri per ragazzi, poesie, radiodrammi e sceneggiature. I suoi libri sono pubblicati in Italia da Emons Edizioni: Süden. Il caso dell’oste scomparso (2015), Süden e la vita segreta (2016), M come mia (2016). In uscita il prossimo autunno autunno il romanzo Il giorno senza nome, da cui il regista Volker Schlöndorf sta girando un film.

Wulf Dorn scrittori di gialli e thriller fra i più acclamati d’Europa, per anni ha lavorato come logopedista per la riabilitazione del linguaggio in pazienti psichiatrici. Maestro del genere psychothriller, debutta con La psichiatra (Corbaccio 2010), che ottiene un notevole successo grazie al passaparola dei lettori. Tra gli altri suoi libri, Il superstite (2011), Follia profonda (2012), Il mio cuore cattivo (2013), Phobia (2014), Incubo (2016). Appena uscito in anteprima mondiale il nuovo romanzo Gli eredi, sempre pubblicato da Corbaccio.

Harald Gilbers nato nel 1969 a Monaco di Baviera, ha studiato letteratura inglese e storia moderna e contemporanea. Scrittore e regista teatrale, ha lavorato come giornalista delle pagine culturali e per la televisione. I diritti della trilogia dell´ex commissario ebreo costretto a risolvere i casi della Gestapo è stata venduta in diversi paesi e sta diventando un film. Il primo volume, Berlino 1944 (Emons Edizioni 2016), è stato pubblicato in Italia lo scorso autunno. Il seguito, I figli di Odino, ambientato nel Terzo Reich, uscirà il prossimo ottobre sempre per i tipi di Emons.

Brigitte Glaser è nata nella Foresta nera nel 1955 e vive da molti anni a Colonia. Sapiente scrittrice di gustosi gialli culinari, oltre alle serie sulla cuoca Katharina Schweitzer – “La prima donna ad entrare a far parte dell’olimpo letterario degli chef investigatori.” (La Repubblica), e a quella precedente su due detective donne, Glaser ha pubblicato diversi libri per ragazzi. In Italia, Emons Edizioni ha pubblicato Delitto al pepe rosa (2015), Morte sotto spirito (2016) e Assassinio à la carte (2017). Il suo ultimo romanzo, Bühlerhohe, ha scalato le classifiche tedesche.

Andreas Gruber viennese, classe 1968, una laurea in Economia. Vive con la famiglia e cinque gatti a Grillenberg, in Austria. È autore di racconti e di romanzi di successo grazie ai quali ha vinto numerosi premi, come il Leo Perutz e, per ben tre volte, il Deutscher Phantastik Preis. I suoi romanzi sono pubblicati in tutta Europa e in Giappone, Corea e Brasile. In Italia Longanesi ha pubblicato nel 2016 Sentenza di morte.

Veit Heinichen fondatore e editore della famosa Berlin Verlag, è uno scrittore tedesco che vive ormai da molti anni a Trieste. I suoi romanzi sono tradotti in diverse lingue. Fra gli scrittori europei di noir di maggior successo, ha vinto numerosi premi, fra cui il Premio della Radio Televisione di Brema, nel 2010 il Premio Azzeccagarbugli come miglior romanzo straniero e il XIII premio internazionale Trieste Scrittura di Frontiera e, nel 2012, il Gran Premio Noè. Nel 2012 è stato finalista per l’European Crime Fiction Star Award a Unna in Germania. Tutti i suoi romanzi sono pubblicati in Italia da Edizioni E/O, l’ultimo è La Giornalaia (2017).

Volker Klüpfel e Michael Kobr soprannominati K&K, sono nati a Kempten e sono amici fin dai tempi della scuola. Lo straordinario successo di Milchgeld (Spiccioli per il latte) ha dato inizio alla serie del commissario Kluftinger con ben nove titoli pubblicati in Germania. Nel 2008 e nel 2009 K&K hanno vinto il MIMI, il premio dei librai tedeschi dedicato al giallo. “Klüpfel e Kobr sono la coppia d´autori più venduta di tutta la Germania” (“Der Spiegel”). Il commissario di campagna Kluftinger è diventato anche il protagonista di una serie di film per la tv. Spiccioli per il latte è stato pubblicato in Italia da Emons Edizioni (2016) e sono in preparazione altri episodi della serie.

Andreas Pflüger classe 1957, è uno fra i più brillanti sceneggiatori tedeschi. Fra i suoi lavori, i pluripremiati Der neunte tag (2004) e Strjke – Die Heldin von Danzig (2006), per la regia di Volker Schlondorff. Dal 2012 Pflüger ha scritto anche una dozzina di episodi della serie tv tedesca per eccellenza, Tatort. Nero assoluto è il suo primo romanzo, un caso editoriale in Germania, scelto da iTunes come miglior thriller del 2016. In Italia Nero assoluto uscirà per Emons Edizioni il 25 maggio.

Melanie Raabe è nata a Jena e cresciuta in Turingia; ha studiato Scienze della comunicazione e Letterature comparate a Bochum. Oggi vive a Colonia. È blogger, giornalista e autrice di racconti e testi teatrali. La trappola, il suo primo romanzo, è stato venduto in oltre dieci paesi prima ancora di essere pubblicato (diritti cinematografici comprati da Hollywood). È appena uscito il suo nuovo romanzo La verità, pubblicato in Italia da Corbaccio.

Ospiti italiani:

Giancarlo De Cataldo vive a Roma dove è stato giudice presso la Corte d’Assise. Ha scritto molti romanzi – tutti pubblicati da Enaudi – fra cui il popolare Romanzo criminale, Premio Scerbanenco 2003. Del 2007 è Nelle mani giuste e del 2009 La forma della paura, scritto a quattro mani con Rafele Mimmo. Io sono il Libanese (2012) è stato letto dall’autore anche in audiolibro. Nel 2013 De Cataldo firma con Gianrico Carofiglio e Massimo Carlotto un volume di racconti intitolato Cocaina. Sempre del 2013 è Suburra di cui è autore insieme a Carlo Bonini. Del 2014 sono I semi del male e Nell’ombra e nella luce.

Maurizio de Giovanni è uno dei più popolari e prolifici scrittori italiani. Autore per i tipi di Einaudi delle serie del commissario Ricciardi e dei Bastardi di Pizzofalcone, portata sul piccolo schermo e diventata uno dei programmi di maggior successo degli ultimi anni. I suoi libri sono pubblicati con successo in diversi paesi, tra cui Stati Uniti e Germania. Per Rizzoli è appena uscito il primo volume della serie “I guardiani”.

PROGRAMMA

VENERDì 23 GIUGNO

ORE 19,00​ Lectio magistralis: Il giallo secondo Corrado Augias

ORE 20,00​ Una birra con gli autori: Melanie Raabe e Veit Heinichen. Modera Cristina Marra (giornalista).

Ore 21,30​ Film: Der amerikanische Freund (L’amico americano), regia di Wim Wenders (1977, 123 min. – v.o. con sottotitoli italiani, biglietto: € 6)

SABATO 24 GIUGNO

ORE 19,00 ​Una birra con gli autori: Wulf Dorn e Andreas Gruber. Partecipa Roman Hocke (agente letterario), modera Cristina Marra.

ORE 20,15​ Una birra con gli autori: Volker Klüpfel e Michael Kobr (K&K). Partecipa Stefano Finesi (critico cinematografico), modera Cristina Marra.

ORE 21,30 ​Film (ingresso libero): Milchgeld (Spiccioli per il latte) regia di Rainer Kaufmann (2012, 100 min. – v.o. con sottotitoli italiani)

DOMENICA 25 GIUGNO

ORE 18,00​Una birra con gli autori: Harald Gilbers e Maurizio de Giovanni. Partecipa Fabrizio d’Esposito (Il Fatto Quotidiano), modera Angelo Bolaffi (germanista).

ORE 19,30​ Una birra con gli autori: Andreas Pflüger e Giancarlo De Cataldo

ORE 20,30​ Una birra con gli autori: Friedrich Ani. Partecipa Giovanni Spagnoletti (critico cinematografico), modera Sebastiano Triulzi (La Repubblica)

ORE 21,30​ Film (ingresso libero): Süden und der Luftgitarrist (Süden e il chitarrista immaginario), regia di Dominik Graf (2008, 89 min. – v.o. con sottotitoli italiani)
ORE 23,00 – ​ Musica (dj-set)

 

‘The habit of beauty’: tre anime in transizione in cerca di salvezza

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È un film intimo e delicato ‘The habit of beauty’, prima opera di fiction di Mirko Pincelli, che affronta con profondità e sensibilità il dramma della perdita e la necessità di ricominciare, riabbracciando la vita e gli affetti. Sfruttando la bravura di Vincenzo Amato, che interpreta con grande intensità il protagonista Ernesto, e di una dolente Francesca Neri, nel ruolo di Elena, Pincelli scandaglia l’anima di due esseri che, dietro l’ossessione per la carriera e il successo, nascondono una fragilità che si alimenta di mancanze, sacrifici, incomprensione, freddezza. Il regista esplora con grazia i sentimenti più profondi di personaggi diversissimi per bisogni e aspirazioni, ma che hanno, in realtà, tutti la stessa necessità di calore umano e di sentirsi parte di una famiglia. Li seguiamo passo passo nel loro difficile percorso di comprensione di sé e degli altri, nel loro prendere coscienza che bisogna cogliere la bellezza della vita anche in ciò che sembra più scontato o lontano da noi. Un film doloroso, ma mai ricattatorio o sentimentale, con tre personaggi (oltre ai protagonisti succitati, c’è il giovane Ian di Nico Mirallegro) in un momento di delicata transizione, che può portarli, dopo tanta sofferenza, a una salvezza. Tre personaggi disorientati in un Paese moderno ma respingente; una regia matura, raffinata nei movimenti di macchina e attenta ai dettagli, perfetta nel sottolineare i contrasti di una Londra affatto stereotipata, ma perfettamente funzionale al narrato. Qualche buco di sceneggiatura e un disequilibrio fra la parte italiana girata in Trentino (molto riuscita) e la parte londinese (più incerta), nulla tolgono a un lavoro coraggioso e interessante, che si distingue dalla massa e regala emozioni arrivando al cuore.

Alberto Leali

‘Girotondo’: la violenza nelle relazioni umane

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‘Girotondo’ è il secondo film di Tonino Abballe e racconta le relazioni umane e la violenza fisica e psicologica che sovente le attraversa, tramite sette storie di vita (secondo molteplici punti di vista), che hanno per protagonisti uomini e donne che non danno certo il meglio di sé. L’argomento è importante e impegnativo e richiede una scrittura e una regia attente, che evitino stereotipi e banalità. Purtroppo il rischio non viene scongiurato, a causa di una visione superficiale e abbozzata dei rapporti umani e del contesto di attualità in cui vengono collocati. I dialoghi e le prove attoriali (ogni attore interpreta più ruoli), inoltre, non sono certo il punto di forza di questo film, che appare artificioso, pasticciato (le diverse vicende sono intervallate da momenti poco felici di sedute psicanalitiche) e televisivo per stile e contenuti. Un vero peccato perché l’idea di partenza è buona e avrebbe potuto essere trattata in maniera più profonda e consapevole.

Roberto Puntato

Metro Manila: tra thriller e dramma sociale, un film che avvince

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L’indipendente Sean Ellis (Broken, Cashback) torna alla regia con ‘Metro Manila’, thriller contaminato con il dramma sociale, che ha ottenuto il premio del pubblico al Sundance e 3 British Independent Film Awards. Partendo dalla storica dicotomia città/campagna e non cercando soluzioni narrative originali, ma anzi enfatizzando gli stereotipi, Ellis colloca i suoi personaggi in spazi estranei ed inquieti, che essi osservano con sorpresa, timore, speranza, alla ricerca di una stabilità che non riescono a trovare. Le location sono, infatti, fondamentali protagonisti della storia e la fotografia ne risalta i caratteri, opponendo il calore ombroso della provincia alla freddezza lucida della città. I personaggi sembrano inghiottiti dagli spazi in cui si collocano e sono costretti a scontrarsi con due realtà molto diverse, ma che non lasciano speranza, passando da una tranquillità innocente ma inesorabilmente precaria a una ricchezza corrotta e pericolosa. Il passaggio dal dramma a sfondo sociale della prima parte al thriller della seconda è avvincente ed efficace, nonostante i dialoghi scarni e i molti momenti contemplativi di stampo evidentemente documentaristico. Lo stile di Ellis, ammirevole e multiforme, alterna oscuri flashback a intriganti sottotrame, palpitante tensione a emozionante intensità, riscattando, così, l’eccessiva linearità di una vicenda già vista, che riesce, però, a tenere desta l’attenzione per quasi due ore di durata. Sicuramente il film migliore del regista e, per fortuna, pur se con ritardo, giunto anche da noi.

Alberto Leali

Premio De Santis a Isabella Ragonese. E la nostra intervista alla performer Eva Grieco.

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Si è conclusa ieri sera a Fiano Romano, nella splendida cornice del Castello Ducale, la XX edizione della rassegna LO SCHERMO E’ DONNA, promossa e organizzata dall’Associazione culturale “Città per l’Uomo”, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Lazio, della Provincia di Roma e del Comune di Fiano Romano. Il tema di quest’anno è stato il rapporto tra donne e lavoro: i film scelti per la rassegna hanno raccontato storie fra loro diverse, ma che hanno in comune il voler far riflettere sulle disparità che troppo spesso accompagnano le donne nel loro quotidiano lavorativo. Dopo il Premio Giuseppe De Santis alla carriera ad Ottavia Piccolo di giovedì 15 giugno, è toccato ieri sera a Isabella Ragonese ricevere il premio De Santis per la sua straordinaria interpretazione in Sole Cuore Amore di Daniele Vicari. Sul palco di Fiano Romano, per introdurre il film, anche l’on. Silvia Costa, il regista Daniele Vicari e gli attori Francesco Acquaroli e Eva Grieco.

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Con la preziosa collaborazione della collega Elena Tenga, Zerkalo spettacolo ha intervistato la coprotagonista del film, la danzatrice e attrice Eva Grieco, che ha vestito con convinzione e intensità i panni della performer Vale.

INTERVISTA A EVA GRIECO

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ZS: In “Sole Cuore Amore” interpreti una performer, come nella vita. Come è stato calarti nel personaggio e unire l’arte della danza con quella del cinema? 

EG: Probabilmente il personaggio di Eva nel film è un caso più unico che raro nel cinema italiano. Nessun regista prima di Daniele si è mai sognato di far fare danza contemporanea a un suo personaggio. In una prima stesura della sceneggiatura, avrei dovuto essere una danzatrice circense, ma non mi sarei sentita a mio agio, così Daniele mi ha dato la possibilità di fare qualcosa che mi appartenesse interamente. Mi ha lasciato carta bianca sulle coreografie e chiaramente il montaggio ha aiutato. Ho dovuto anche recitare, ma non è stata la mia prima esperienza. 20 anni fa ho interpretato la piccola Marianna Ucria nel film di Roberto Faenza. Ero una bambina sordomuta e dovevo fare cose distanti anni luce dalla mia realtà dell’epoca. Vale, invece, è un personaggio molto attuale, che ho sentito subito vicino. Chiaramente ho trovato degli ostacoli legati soprattutto al dover usare la voce. Il mio strumento per esprimermi è sempre stato il corpo. Ma Daniele mi ha aiutato molto, è stato molto generoso e delicato.

ZS: Quanto di Eva c’è in Vale?

EG: Vale ha un’esperienza molto diversa dalla mia. E’ una donna in crisi, soprattutto nei confronti della sua sessualità, ma anche in rottura con una famiglia che non la capisce e che la vorrebbe diversa. Però devo ammettere che è stato facile entrare nel personaggio, perché è molto attuale e il suo rapporto con il lavoro, la società, il paese in cui vive appartengono a molti di noi.

ZS: Ritrovi diversi aspetti in comune fra i personaggi di Eli e Vale?

EG: Sono donne apparentemente opposte, ma che condividono la stessa precarietà. Eli ha una famiglia da mantenere e da portare avanti, ha sulle spalle un carico pesantissimo. E’ sfruttata sul lavoro ma non può fare diversamente, e lo sa bene. Vale, invece, fa una scelta consapevole di solitudine e indipendenza. Lotta col mondo attraverso la danza.

ZS: Quanto costa nella società odierna essere una donna? Nel film è raccontata un’amicizia fortissima, quella fra Eli e Vale, che sono quasi due sorelle. Credi anche tu nella vera amicizia fra donne? 

EG: In giovane età i miei rapporti con le altre ragazze non erano molto consapevoli: avevo delle amichette con cui si condividevano delle attività in comune. C’è stato un periodo in cui ho persino rifiutato il mio essere donna, ero un po’ un maschiaccio e credevo che essere un uomo fosse più facile nel mondo in cui viviamo. Poi, però, crescendo, ho iniziato a riconoscermi con altre donne e a instaurare rapporti di amicizia più profondi. Il mondo della danza ti forma alla competizione, quindi è facile vedere un’altra donna come un nemico. Però credo molto nell’aggregazione femminile e ho sempre molto sofferto per la competizione: d’altronde sono la persona meno competitiva di questo mondo. E’ anche per questo che ho lasciato la danza classica; quella contemporanea è più libera dalle gerarchie.

ZS: Parlaci del tuo nuovo progetto AFRICABAR che andrà in scena al Teatro Argentina dal 22 giugno.

EG: Lo spettacolo è nato nell’ambito del progetto TEATRO IN FUGA ed è incentrato sul fenomeno delle migrazioni forzate. Il regista è Riccardo Vannuccini e con questo spettacolo conclude al Teatro Argentina la sua Trilogia del Deserto. Lo spettacolo è l’esito del laboratorio teatrale che ArteStudio ha condotto in collaborazione con Programma Integra. I rifugiati vestiranno i panni di attori e il teatro riacquisterà la sua funzione originaria: quella di strumento di conoscenza e di comprensione degli avvenimenti contemporanei. Si sono presentati in molti per partecipare al progetto e sono stati scelti coloro che si trovavano più a loro agio sul palco. Ci saranno 26 rifugiati e 5 attori professionisti. È un progetto molto importante e a cui tengo molto, è stata un’esperienza bellissima e stando a contatto con queste persone impari molto.  Sono spoglie di tutto ciò che è superfluo e hanno un trascorso drammatico. Ti senti fortunato e privilegiato.

Alberto Leali e Roberto Puntato

 

Al via la II edizione di Effetto notte a Villa Borghese

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La luce del proiettore torna ad illuminare le serate estive di Villa Borghese con la seconda edizione di Effetto notte, la rassegna estiva completamente gratuita organizzata dalla Casa del Cinema di Roma dal 21 giugno al 6 settembre 2017. Un viaggio cinematografico di condivisione e aggregazione in uno degli scenari più suggestivi della città.

L’offerta sarà articolata secondo il classico schema delle proiezioni giornaliere legate alle rassegne di appartenenza con le intrusioni preziose lungo il percorso di due festival internazionali e quattro serate evento. Ogni film verrà proiettato all’aperto nel Teatro Ettore Scola o, in caso di pioggia, nella Sala Deluxe.

Ad aprire la stagione sarà il primo dei quattro eventi. Il 21 giugno, in occasione della Festa della Musica, verrà proiettato il documentario del compianto Jonathan Demme Enzo Avitabile Music Life e a seguire l’inaugurazione della stagione con la presenza del regista Paolo Virzì e di tanti ospiti. Le altre serate evento saranno dedicate alla presentazione del live show If Beethoven was a punk (27 giugno), ai festeggiamenti dei 65 anni dell’ANAC (13 luglio), con la prestigiosa esibizione del cantante e musicista marocchino Nour Eddine, e allo spettacolo Storia d’Italia in 15 film (28 giugno), un viaggio nella storia del nostro paese attraverso il cinema italiano curato da Alberto Crespi, già autore del libro omonimo.

Sei saranno in tutto i programmi a tema che si alterneranno giorno dopo giorno dal lunedì alla domenica. Nella tradizione degli omaggi alla grande commedia ci si affiderà, nelle serate del lunedì (Semplicemente Steno) e del mercoledì (L’Italia di Paolo Virzì), alle storie di due maestri-artigiani come Steno e Paolo Virzì, protagonisti in epoche diverse del racconto di un’Italia differente eppure simile a se stessa. Il martedì sarà dedicato al cinema inglese con British Pride, un’omaggio vitale, coraggioso, fuori dagli schemi dedicato alla penisola britannica in tempi di Brexit, mentre il venerdì e il sabato si festeggeranno i 30 anni di Lucky Red (Buon compleanno Lucky Red) con una selezione di capolavori del cinema indipendente distribuiti o prodotti in questi anni dalla società di Andrea Occhipinti. La natura e la musica saranno infine protagoniste delle serate del giovedì e della domenica con le rassegne In mare aperto e Roma: una notte all’opera.

A completare il ricco programma estivo due festival internazionali. Il Primo Festival del Cinema Azerbaigiano dal 22 al 24 giugno, con una selezione di 7 lungometraggi e due documentari provenienti dal lontano paese caucasico e il RomAfrica Film Festival, kermesse ormai consolidata che porterà a Roma dal 14 al 16 luglio le ultime produzioni africane accompagnate da autori e ospiti.

LE RASSEGNE

LUNEDÌ | SEMPLICEMENTE STENO

Il 2017 è l’anno del centenario dalla nascita di un grande maestro del cinema italiano, Stefano Vanzina, in arte Steno. Dopo la ripubblicazione del suo Sotto le stelle del ’44. Un diario futile (C.S.C. – Cineteca Nazionale, Rubbettino, 2017) e la mostra alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, la Cineteca Nazionale e la Casa del Cinema proporranno undici suoi film, selezionati dai figli Enrico e Carlo, che oltre ad accompagnarci per tutta l’estate, avranno il grande pregio di raccontare l’Italia dal dopoguerra alla fine degli anni Settanta. Per farci ora ridere, ora commuovere su temi come: la povertà (Guardie e ladri), l’emancipazione femminile (La poliziotta), l’omosessualità (La patata bollente), il vizio del gioco (Febbre da cavallo), i servizi segreti deviati (La polizia ringrazia), la mafia (Anastasia mio fratello). Film che descrivono – meglio di tanti saggi storici e sociologici! – questo strano paese chiamato Italia come il corale Un giorno in pretura, il delizioso Piccola posta, il bellico I due colonnelli, il curioso L’Italia s’è rotta, il giallo Doppio delitto.

MARTEDÌ | BRITISH PRIDE

C’è stata l’Inghilterra dei “Giovani arrabbiati” e della Swinging London negli anni ’60 e c’è la Gran Bretagna della Brexit. In mezzo, negli anni ’90 della Signora Thatcher, il cinema inglese ha conosciuto una stagione straordinaria, tenuta a battesimo da maestri che già avevano raccontato conflitti e storie della gente comune quali Ken Loach e Mike Leigh, punteggiata da grandi successi (Piovono pietre, Segreti e bugie, The Commitments), commedie sociali irresistibili (Grazie Signora Thatcher, Pride), racconti toccanti e romantici (Billy Elliot, Irina Palm). L’onda lunga di quel cinema si allunga fino ad oggi e racconta, con un realismo ironico e giocoso che non ha precedenti, un Paese lacerato dalle lotte operaie, orgoglioso della sua tolleranza multiculturale, trasformato nei costumi sessuali, sempre convinto di potercela fare. E’ l’Inghilterra che amiamo e in cui ci riconosciamo, quella di cui condividiamo i valori, l’ironia, la forza e il sogno. In questo ritratto collettivo ci sarà spazio per un documentario come The Spirit of ’45 che riannoda il passato col presente nel segno di un grande maestro: Ken Loach.

MERCOLEDÌ | L’ITALIA DI PAOLO VIRZÌ

Toscano come Monicelli? Graffiante come Dino Risi? Raffinato come Luigi Comencini? Il cinema del livornese Paolo Virzì non è (soltanto) grande commedia italiana dei nostri anni. E’ racconto corale, fotografia di un Paese che cambia, radiografia dei sentimenti, degli eroismi e delle miserie di ciascuno di noi. Da La bella vita a La pazza gioia, i suoi film sono fitti di grandi personaggi e figurine ritagliate con amore, musica, colore e suoni di un’Italia che ha fatto il lungo viaggio fino agli anni 2000 tenendo cara una popolarità quotidiana e una bellezza segreta cui hanno dato vita grandi attori, grandi sceneggiatori, grandi artigiani. Il capocomico Virzì è il direttore d’orchestra di questo affresco contemporaneo che sa abbracciare il passato lontano (N – Io e Napoleone), quello recente (La prima cosa bella) e un presente sospeso. Fino alla prossima puntata.

GIOVEDÌ | IN MARE APERTO

Grandi storie, attori spettacolari e amati, passioni e drammi con un filo comune: quel protagonista unico e sconvolgente che è il mare. Benigno e pericoloso, incontenibile e placido, emozionante e minaccioso. Sopra e sotto il mare si svolgono le nove storie selezionate per il pubblico dell’estate, quando il mare è anche sinonimo di vacanza, spiaggia, sole. I protagonisti dei film scelti hanno in comune quella sfida alla natura, quel desiderio di misurarsi con un elemento così grande. L’avventura del mare è anche scoperta di una natura incontaminata, come racconta Jacques Perrin (Océans), e ricerca di sé, come scriveva Herman Melville e per lui racconta adesso Ron Howard (In the Heart of the Sea). E’ battaglia sotto gli oceani (Kathryn Bigelow, Barry Levinson, Kevin McDonald) e solitudine da naufraghi (Robert Redford in All is Lost o François Cluzet in En solitaire); vita nel cuore del mare (Respiro) e lotta per la sopravvivenza (La tempesta perfetta). Insomma, nove serate per sentirsi altrove.

VENERDÌ – SABATO | BUON COMPLEANNO LUCKY RED

Andrea Occhipinti fonda la Lucky Red nel 1987. Da allora, ha distribuito e prodotto il meglio del cinema indipendente internazionale, presentando al pubblico italiano, molto spesso per la prima volta, registi da tutto il mondo,divenuti poi “autori”. Tra gli altri: Jacques Perrin, Alejandro Amenabar, Lars Von Trier, Wong Kar Way, Peter Mullan, Michael Haneke, Abdellatif Kechiche, Hayao Miyazaki, Mario Martone, Paolo Sorrentino, Park Chan Wook.

In 30 anni Lucky Red ha distribuito al cinema oltre 400 titoli e prodotto più di 30 film, vincendo tutti i premi più prestigiosi: Oscar, Palma d’Oro a Cannes, Leone d’Oro a Venezia. La Casa del Cinema renderà omaggio alla tenacia e alla qualità di una grande distribuzione indipendente con una doppia programmazione settimanale

DOMENICA | ROMA: UNA NOTTE ALL’OPERA

Dieci serate con la Città eterna, raccontata nei suoi luoghi e nei suoi eroi dalla grande musica. Insieme alla Fondazione Santa Cecilia e con la storica collaborazione di Classica HD, è nato un percorso in 10 serate d’autore, pieno di conferme e di sorprese, con nove grandi opere da Monteverdi a Berlioz e un balletto raro quanto suggestivo dedicato da Nicholas Le Riche all’imperatore Caligola. Roma è la silente protagonista di tutte le vicende che coinvolgono personaggi come Don Pasquale, Attila, Poppea, Rienzi, Silla, l’imperatore Tito, la sfortunata Tosca. All’eroina di Puccini sarà dedicata sia l’apertura che la chiusura di stagione: con la bellissima versione cinematografica ideata da Andrea Andermann che Giuseppe Patroni Griffi ha girato “nei luoghi e nelle ore” del melodramma e con la versione teatrale di Gianfranco De Bosio per l’Arena di Verona.

I FESTIVAL

PRIMO FESTIVAL DEL CINEMA AZERBAIGIANO | 22 – 24 giugno

Il Primo Festival del Cinema Azerbaigiano presenterà al pubblico 7 lungometraggi e 2 documentari che affrontano temi che spaziano dalla storia alla realtà contemporanea dell’Azerbaigian. Aprirà con il Film Ali e Nin, diretto dal premio Oscar Asif Kapadia e basato sull’omonimo romanzo, caposaldo della letteratura azerbaigiana, dello scrittore Essad Bey.

ROMAFRICA FILM FESTIVAL | 14 – 16 luglio

Per il terzo anno consecutivo, tornerà a Roma il RomAfrica Film Festival, per far conoscere l’Africa, con le sue ricchezze, le sue passioni, i suoi sogni e anche le sue contraddizioni, attraverso il grande schermo. il RAFF in questa edizione consolida la partnership con diverse manifestazioni internazionali. La rassegna si articolerà in proiezioni pomeridiane e serali con la più interessante produzione cinematografica recente africana. È prevista la presenza di registi e attori. Anche quest’anno ci sarà una vetrina dedicata alle seconde generazioni.

EVENTI SPECIALI

FESTA DELLA MUSICA | 21 giugno

La Casa del Cinema parteciperà alla festa della Musica con la proiezione del documentario del regista Premio Oscar Jonathan Demme, Enzo Avitabile Music Life, che rappresenta un’incredibile occasione perché lo sguardo di uno dei più grandi registi al mondo possa raccontare non solo la musica di un artista “unico” come Avitabile, ma anche una città, Napoli, con tutte le sue ricchezze e contraddizioni.

PRIMO LIVE SHOW UFFICIALE DI “IF BEETHOVEN WAS A PUNK” | 27 giugno

Ispirato dall’omonimo album dei WakeUpCall e prodotto da Made in Tomorrow, lo spettacolo, che mescola musica rock e parole, graphic novel e tecnologia, vedrà protagonisti la musica dei WakeUpCall, lo storytelling di Andrea Dezzi e i disegni di Arianna Vittoria Beffardi.

SERATA SPETTACOLO “STORIA D’ITALIA IN 15 FILM” | 28 giugno

In principio fu un libro. Lo straordinario viaggio nel cinema e nella storia italiana compiuto da Alberto Crespi e che dà il titolo alla serata. Ma attraverso la memoria di film indimenticabili, i ricordi di testimoni e protagonisti, le spiazzanti associazioni tra capolavori e film di genere, rivivrà sullo schermo del Teatro all’Aperto una vicenda collettiva in cui ciascuno si riconoscerà. Con mille sorprese…

COMPLEANNO DELL’ANAC | 13 luglio (In collaborazione con Roma Lazio Film Commission)

Ospite Speciale: Nour Eddine In Concerto

La storica associazione degli autori cinematografici fondata nel 1952, festeggerà i suoi 65 anni di vita con una serata speciale per tutti gli appassionati del cinema e della musica: il docufilm di Giuliana Gamba Sound of Marocco seguito dal concerto del maestro Nour Eddine, musicista, cantante e coreografo dalle antiche origini berbere, autore di diverse opere musicali del deserto e del mediterraneo.

La stoffa dei sogni vince il Globo d’Oro come miglior film

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La Stoffa dei Sogni di Gianfranco Cabiddu vince il Globo d’oro come miglior film, nella 57ª edizione del prestigioso premio conferito dall’Associazione stampa estera in Italia in omaggio al cinema italiano.
Il film prodotto da Isabella Cocuzza e Arturo Paglia è una produzione di Paco Cinematografica in collaborazione con Rai Cinema, liberamente ispirato a “L’Arte della Commedia” di Eduardo De Filippo e alla sua traduzione de “La tempesta” di William Shakespeare, conferma che l’arte è un bene necessario per capire il mondo e questo riconoscimento dimostra l’importanza e l’attenzione che la tradizione teatrale può suscitare sulla scena internazionale.

Questa la motivazione della commissione del Globo d’oro per l’attribuzione del premio:
Per la magnifica trasposizione del verso di Shakespeare “Tutto il mondo è un palcoscenico… uomini e donne sono soltanto attori”. I riflessi del teatro sulla realtà in un posto sperduto dove nulla è quello che sembra, tra personaggi improbabili ma densi di esistenza. Un film che ricompone il puzzle rimettendo al loro posto colpa, vendetta, riscatto e perdono.

I produttori Isabella Cocuzza e Arturo Paglia commentano così il riconoscimento:
“Abbiamo amato questo progetto da subito e condividiamo questo prestigioso riconoscimento con tutti coloro che hanno creduto come noi nella poesia e nella bellezza di questa opera e con la stampa estera che ha apprezzato e riconosciuto la dimensione internazionale del film.”

La Stoffa dei Sogni interpretata da Sergio Rubini, Ennio Fantastichini, Teresa Saponangelo, Alba GaÏa Bellugi, Francesco Di Leva, Ciro Petrone e con la straordinaria partecipazione di Luca De Filippo, ha recentemente ottenuto il David di Donatello 2017 per la Miglior Sceneggiatura adattata conferito a Gianfranco Cabiddu, Ugo Chiti e Salvatore De Mola.
Si aggiudica inoltre tre candidature ai Nastri D’argento 2017 per la Miglior Sceneggiatura, Miglior attore non protagonista a Ennio Fantastichini e per i Migliori Costumi a Elisabetta Antico e Beatrice Giannini.

Camorristi in fuga e attori in cerca di riconoscimento si ritrovano dopo un naufragio su un’isola-carcere e si mescolano. Sotto lo sguardo indagatore del Direttore del carcere che ha imposto ai naufraghi la messa in scena de “La tempesta” convinto di smascherare i camorristi/naufraghi; all’amore tra l’inquieta figlia del Direttore e il figlio del boss, alla figura dolorosa di Calibano unico abitante superstite di un’isola “occupata” dal carcere, per assonanze e similitudini con il testo shakespeariano, procede la vicenda umana dei personaggi, nella sottile linea che divide il vero dal verosimile nel palcoscenico della vita.
Il teatro diventerà la zona franca in cui ciascuno potrà ritrovare se non il proprio ruolo sociale, la propria umanità. Qualcuno anche l’amore.
Shakespeare e Eduardo De Filippo si fondono in una commedia picaresca piena di colpi di scena.

Riportiamo di seguito tutti i premiati ai Globi d’Oro 2017:

MIGLIOR FILM
La stoffa dei sogni di Gianfranco Cabiddu

MIGLIOR ATTORE
Renato Carpentieri per La tenerezza di Gianni Amelio

MIGLIOR ATTRICE
Isabella Ragonese per Il padre d’Italia di Fabio Mollo

MIGLIOR COMMEDIA
Lasciati andare di Francesco Amato

MIGLIOR OPERA PRIMA
La ragazza del mondo di Marco Danieli

MIGLIOR SCENEGGIATURA
La pazza gioia di Paolo Virzì e Francesca Archibugi

MIGLIOR MUSICA
Enzo Avitabile per Indivisibili di Edoardo De Angelis

MIGLIOR FOTOGRAFIA
Daria D’Antonio per La pelle dell’orso di Marco Segato

MIGLIOR DOCUMENTARIO
L’uomo che non cambiò la storia di Enrico Caria

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Penalty di Aldo Iuliano